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Ultima in C al S.Paolo per il Napoli. Dopo due anni d’Inferno, speriamo che la compagine partenopea non visiti mai più campionati inferiori alla serie A.Ventiquattro mesi di grossi sacrifici per i tifosi azzurri, che dalle trasferte al Bernabeu, Delle Alpi e San Siro, hanno conosciuto in lungo e in largo stadi che non andavano oltre le quattromila unità. Ovvio che un pubblico così esigente non se la sente di esultare per la promozione in B, ma è stato un peccato vedere lo spicchio centrale della Curva B desolatamente vuoto, soprattutto per il presidente De Laurentiis, che, imbronciato, all’uscita dagli spogliatoi ha dichiarato: “Se non festeggiano i tifosi non festeggerò neanche io…”. Al di là di questo piccolo neo, è stata comunque una domenica di festa per i cinquantamila tifosi azzurri desiderosi di salutare la propria squadra del cuore dopo una stagione super. Reja, con la speranza di battere il record di punti del Perugia, rinunciava al turn over poco redditizio di Frosinone e schierava dal primo minuto la formazione migliore con Amodio al posto dell’infortunato Capparella e Sosa che indossava la maglia n.10, per Pià. Dall’altra parte i ciociari avevano urgente bisogno di punti per consolidare il secondo posto in classifica. Stranamente Iaconi lasciava in panchina Zappino preferendogli tra i pali Chiodini, mentre sulla fascia sinistra di centrocampo Morfù vinceva il ballottaggio con Martini. Buona partenza degli ospiti che al 3’già trovano il goal: sulla sinistra proprio l’ex esterno dell’Avellino supera sia Cupi che Amodio, poi serve al centro Mastronunzio che in solitudine supera facilmente Iezzo. Il Frosinone ha anche alcune occasioni per raddoppiare, ma bastano dieci minuti al Napoli per riequilibrare le sorti dell’incontro: Chiodini, in un’uscita avventata, serve la palla al “Pampa“ Sosa che con un delizioso pallonetto realizza la rete del pari. La gioia del centravanti argentino è incontenibile, scoppia in lacrime, si toglie la maglietta, e corre sotto la curva, guadagnandosi anche l’ammonizione dal signor Mannella. Il resto del primo tempo è comunque privo di particolare interesse, soltanto alla mezz’ora un colpo di testa di Sosa porta Chiodini al riscatto con un prodigioso colpo di reni. La ripresa, invece, comincia con più vivacità. Calaiò scappa sulla sinistra e serve un assist d’oro al “Pampa” che per un soffio non riesce a toccare la palla, così come l’accorrente Trotta. Anche gli ospiti, tuttavia, hanno due ghiotte occasioni per il 2-1; prima un innocuo cross di Ginestra viene malamente deviato da Maldonado con la palla che attraversa tutto lo specchio della porta e solo le leggi della fisica sanno perché non sia entrato in rete, poi Ginestra di testa impegna severamente Iezzo. A questo punto però la partita sembra addormentarsi, nessuna delle due squadre vuole e può perdere, e negli ultimi minuti nessuno rischia più di tanto. Soltanto all’88’ Calaiò, quest’oggi particolarmente generoso, apre per Lacrimini che da solo dinanzi a Chiodini viene atterrato. Sarebbe un rigore netto, lo stadio già esulta, ma Mannella, commette l’unico errore della giornata, giudicando il contatto veniale.
Fabio Zingone
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